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Il Parco della Valle del Boia.

08-06-2016 15:01 - News Generiche
Potrebbe sembrare un nome strano o, addirittura, evocativo di timori e paure. Le leggende sull´origine del nome sono tante anche se è certo che nessun "boia" abbia mai frequentato questi luoghi per esercitare la propria nefasta attività e che non sia mai avvenuto alcun fatto di sangue. Nulla di tutto questo. Anche se è intrigante cercare di collegare il nome a qualcosa di antico e misterioso, è oramai certo si tratti di una semplice derivazione dalla parlata locale che evidenzia la caratteristica di questo territorio. Un luogo "buio", oscuro, reso cioè ombroso dalla fitta vegetazione che lo caratterizza. Poco esposto al sole in alcune ore del giorno e in alcune zone contraddistinte da avvallamenti a volte profondi. Cosa che però è solo parzialmente vera e che non deve dare un´idea sbagliata della vera natura del Parco. Un ambiente ricco e vivace, da conoscere e vivere in ogni stagione dell´anno.

STORIA
La prima pietra per la fondazione del Parco venne posta nel 1992 con la sottoscrizione della convenzione tra i Comuni di Besnate, Cavaria con Premezzo e Jerago con Orago.
L´accresciuta sensibilità nei confronti della tematica ambientale, aveva indotto gli Amministratori di allora a rendere disponibile e fruibile per la popolazione un´area verde collocata entro i confini dei 3 Comuni, incastonata in un area fortemente urbanizzata, caratterizzata dalla presenza di insediamenti produttivi e vie di comunicazione.
Una scelta coraggiosa e lungimirante che ha permesso di salvaguardare un piccolo gioiello verde di circa 2 kmq. ricco di acqua, vegetazione ed animali che può essere visitato, in ogni periodo dell´anno, attraverso la fitta rete di sentieri costantemente conservata dai volontari del Parco.


AMBIENTI
Il territorio del Parco è posizionato nella porzione terminale dell´anfiteatro morenico del Verbano a confine con le aree pianeggianti di origine alluvionale. Si distingue per una morfologia ondulata la collina morenica dove i boschi, sovente percorsi da corsi d´acqua, sono interrotti da radure, prati e zone umide. Un vero e proprio ecosistema che, seppur manipolato nei secoli dall´opera dell´uomo, conserva ancora le caratteristiche necessarie per la sopravvivenza degli esseri viventi che lo popolano.

Il bosco. E´ l´ambiente principale del Parco. Prevalentemente misto, è la realtà più invitante del Parco. Si sviluppa nelle tre tipiche fasce vegetazionali: arborea, arbustiva ed erbacea. Di particolare pregio ed importanza sono le componenti arbustive. Sono l´essenziale continuità tra le alte fronde degli alberi ed il sottobosco. Per la variegata composizione vegetale sono l´ideale riparo e fonte di nutrimento per la maggior parte gli animali che vivono nell´area. In origine esisteva la brughiera ed era l´habitat predominante. La sua formazione era stata favorita da un suolo acido e povero di humus. Ora è purtroppo confinata in zone sempre più ridotte essendo stata colonizzata da specie vegetali infestanti quali la robinia.

Le zone umide. Caratterizzate da acque basse e stagnanti, sono abbastanza diffuse all´interno dell´area. Popolate da specie vegetali che vivono completamente sommerse o con parti aeree emergenti anche molto vistose, sono il rifugio di numerose specie animali. Lo stagno e la palude sono forse gli ambiente naturalisticamente più interessanti del Parco. Esiste un´elevatissima biodiversità che consente l´armonica coesistenza di organismi vegetali ed animali. E´ presente ogni livello di organizzazione biologica. La vita animale è rappresentata dagli organismi più semplici unicellulari, agli invertebrati (numerosissimi insetti, dalla elegante libellula alla, purtroppo numerosissima e fastidiosissima, zanzara) fino agli organismi più complessi quali gli anfibi (rane e rospi), gli uccelli (anatre, gallinelle d´acqua) e i serpenti (biscia d´acqua). La presenza faunistica non può che essere favorita dl una componente floristica ricca e rigogliosa. Dalle comuni canne di palude alle lenticchie d´acqua che creano fitti tappeti verdi sulla superficie dell´acqua, fino alle ninfee con la loro attraente e delicata fioritura. Fanno da cornice a questi ambienti alberi di alto fusto come ontani e salici che, pur non crescendo nell´acqua, hanno necessità di un ambiente umido per il loro sviluppo ottimale.


PERCORSI del PARCO.
Il territorio del Parco è interessato da un buon numero di sentieri recentemente ripristinati che, grazie alla rinnovata segnaletica, sono agevolmente percorribili sia a piedi che in mountain bike. Lungo i percorsi sono state anche posizionate delle attrezzatura ginniche a disposizione degli escursionisti più volonterosi. La cartina dei sentieri è facilmente scaricabile cliccando sull´immagine sottostante.
All´ingresso del Parco posto a Premezzo, nei pressi della Cascina Brughiera, è stata attrezzata un´ampia area pic-nic, dotata di tavolini, barbecue e giochi per bimbi.


FAUNA-Gli abitanti del parco.
Tra gli anfibi che popolano le zone umide, caratterizzate da acque ferme, si sono notati la Salamandra gialla, il Rospo comune, la Raganella comune e la Rana acquatica. I sauri, molto frequenti, sono rappresentati dal Ramarro, dalla Lucertola muraiola e dall´Orbettino. Difficili da vedere, perché molto timidi e timorosi totalmente innocui sono i serpenti. Sono stati avvistati a varie riprese individui di Biacco, Biscia dal collare e Saettone. Diffusissimi tra i mammiferi insettivori sono il Riccio, la Talpa europea del tutto invisibile se non fosse per le caratteristiche montagnole di terra che crea all´interno dei prati, il Toporagno le varie specie di Pipistrello che si dimostrano di grande utilità divorando, di notte, enormi quantità di insetti come le fastidiosissime zanzare. Notevole è anche il numero di roditori quali Scoiattolo, Ghiro e topi di piccola taglia tra i quali predomina il Topo campagnolo. Non è poi così raro scorgere tra l´erba dei prati Lepri e Conigli Selvatici. La ridotta estensione del Parco non consente la presenza di animali di grossa taglia.







Fonte: www.parcovalledelboia.it

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